Alternanze
Di una mancanza di equilibrio che un po’ definisce ogni docente
Buon Dicembre!!! ♡
Sono molto felice perché oggi ha visto il via un progetto che mi è molto caro. Se ricordi, avevo dedicato lo scorso mese di agosto alla stesura delle MAPPE, “più o meno brevi” percorsi didattici intorno ad albi illustrati e a testi di narrativa, declinati in modo scalabile dalla primaria alla sec. II.
Scrivimi se vuoi leggerne un estratto e capire se possono essere adatti alle tue classi. Intanto qui trovi le informazioni sul progetto
Oggi, invece, gli abbonati hanno appena ricevuto la prima delle 24 narrazioni di scienza (in un modo poco fantasioso avevo dapprima intitolato il progetto “Calendario didattico dell’Avvento”). Mi piace pensare ad ognuno di questi racconti come ad una esplorazione del potere che hanno le narrazioni quando esse si realizzano in un terreno che tanti ritengono freddo e sterile: quello della matematica, della fisica… insomma di tutto ciò che si manifesta con un linguaggio così diverso da quello che adottiamo nel sogno, nella poesia, nella fantasia.
Un linguaggio che sembra tanto distante dalla vita. Tout court.
La sfida che voglio accettare, in questi prossimi ventiquattro giorni, è proprio quella di dimostrare, invece, che anche dentro a quei linguaggi tanto sintetici si cela una possibilità per l’individuo: la possibilità di agire, di scegliere, di conoscersi.
Se la forma del progetto è nuova, non posso certo dire che il suo tema non mi accompagni da sempre. Scrivo “da sempre”, perché è dalla mia infanzia che mi sento dilaniata - e ti assicuro che non è un aggettivo esagerato - tra il mondo della parola e quello della logica e dei simboli con i quali può essere descritta la realtà.
Ti mostro qui sotto la copertina hand-made che avevo realizzato infatti per la prima raccolta di narrazioni per la classe (mi sembra troppo tecnico chiamarla ‘dispensa’). Che abbia, in tutta la mia attività di insegnante, ridotto sempre al minimo l’utilizzo dei libri di testo non è una novità; per questo motivo sono andata, nei decenni, scrivendo testi alternativi per i miei studenti.
Il titolo porta già tutto: i concetti del narrare per immaginare - e viceversa - e quello di possibilità (se hai ascoltato il mio intervento durante il webinar di Terre di mezzo del 20 novembre, ricorderai che ho scelto di insistere sull’accezione dei testi come ventagli di possibilità).
Non volevo però donare ai miei studenti soltanto parole, quelle che avrebbero trovato all’interno del loro testo; desideravo che capissero, già accogliendolo nelle loro mani, che non avrebbe - per loro e per chiunque - mai avuto senso studiare la scienza senza aver dapprima provato malinconia per quello che non sapevano ancora e desiderio di creare la loro opera di comprensione. E perciò ho scelto quell’opera di De Chirico, che porta nel titolo - “La nostalgia del poeta” - entrambe le dimensioni: malinconia e creazione. Che sono poi causa ed effetto.
Nostalgia e poiesis sono esattamente ciò che provo oggi.
Di qui la mia felicità.
Auguro anche a te, che rivolgi la tua opera a bambini o ragazzi, di percepire sempre quella meravigliosa alternanza e mancanza di equilibrio.
E buona settimana ♡




