Portare a...
La nostra responsabilità di ‘traghettatori verso l’impossibile’
Buongiorno ♡
In settimana ho concluso la lettura di un titolo che ti consiglio di cuore: Siamo animali poetici, di Michèle Petit (AnimaMundi edizioni).
Tanti e diversi sono gli aspetti legati alla nostra professione sui quali mi sono soffermata.
Innanzitutto, quella definizione (che riporto anche nel sottotitolo) del professionista dell’educazione: traghettatore (culturale), o meglio (nella versione originale francese, passeur).
“[devono] inventare, giorno dopo giorno, tutto un modo di operare affinché bambini (o adulti) possano affinare l’attenzione, l’ascolto, la curiosità e tessere legami con il mondo”
Quindi insegnanti - certo - ma anche educatori in senso lato, bibliotecari, librai, educatori museali, …
In un tempo nel quale il lavoro culturale è posto nelle infime rive della scala del riconoscimento sociale, penso sia confortante sentirselo sussurrare.
Che cosa mi ha colpita, nell’area semantica del passeur ?
Mi rassicura avervi rinvenuto tutte quelle suggestioni che, a mano a mano che la mia età procede e si affina l’immaginazione di chi sono (non chiamiamola “vision”, ti prego! Almeno noi, no…), giungono a trovare posto nella mia attività.
Innanzitutto l’accento posto sulla necessità di insegnare a raccontar(si) le “storie del mondo”: la storia di SÉ, la storia di CHE COSA È ACCADUTO - a me, alla mia famiglia, alla mia specie umana - ma anche la storia DI COME LE COSE ESISTONO, che è poi l’insieme di argomenti e metodi che noi chiamiamo ‘discipline scolastiche’.
“Ci raccontiamo sempre tante storie quando proviamo dei desideri. Ciò che ci anima, dunque, non è la realtà, ma l’immaginazione e i sogni, la speranza e le idee. Ogni desiderio è, in questo senso, desiderio dell’impossibile, di una vita più intensa, più spettacolare. Una vita come la si legge nei libri”
(L. Devillers)
Quando ho avviato il gruppo #TRAMEDISCUOLA, l’intento era proprio di aiutarci a comprendere come possiamo raccontarla ai nostri studenti, questa realtà. Andando a cercare testi che fossero in grado di suscitare quel desiderio e quell’immaginazione e quella speranza. E non sto pensando semplicemente ai testi da assegnare come lettura oppure da inserire nei percorsi antologici (anche questo, evidentemente!). Mi riferisco a tutto ciò che - in forma verbale o non verbale, come esperienza motoria o sorgente di ricordo e riflessione - possa costituire, per i giovani e giovanissimi, il racconto di un percorso verso l’impossibile. Utilizzo il termine “impossibile” poiché ogni (onesto) educatore parte dal presupposto inevitabile dell’impossibilità di condurre, completamente e compiutamente, UN’ALTRA PERSONA verso una realtà sconosciuta. Che tale realtà sia il fenomeno fisico, l’evento storico oppure le proprie emozioni!
se fossi interessato/a a condividere il percorso di #TRAMEDISCUOLA, compila questo form ed entrerai a far parte del gruppo
Perché dovremmo agire nella veste di “traghettatori verso l’impossibile”?
[Nota L’autrice pone come soggetto la ‘bellezza’, ma a me piace sostituire il termine con ‘conoscenza’] porta con sé dolcezza, sollievo, protezione, permette di ritrovare le fantasie ma anche di dare forma e senso a vicissitudini assurde; aiuta a riflettere su quanto è inconcepibile, piuttosto che restarne per sempre prigionieri; a rimettere insieme i frammenti e a ridare loro unità. Ti accompagna di nuovo a dire “io”
In quest’ultima settimana, inoltre, ho portato a compimento due progetti, che mi vedono coinvolta in due diverse ‘vesti’. Ma che entrambi raccontano il mio desiderio.
1.
LeggINmuseo - ‘teachers’ edition’ - è la prima nota di quella che vorrei proprio diventasse una sinfonia, nella mia veste di formatrice. C’entrano i testi, c’entra la divulgazione della scienza (sì… ancora non ho aggiunto altri episodi al podcast, ma devo farlo!); e c’entra la relazione con gli studenti, poiché, dopo questa teachers’ edition, i percorsi avranno come destinatari bambini/e e ragazzi/e.
Se vuoi partecipare, il 13 giugno (e Milano non è una meta troppo lontana da raggiungere), iscriviti alla lista!
2.
“Ma che… sei diventata influencer???!!”
Gli oggetti e strumenti di (bella) cartoleria sono uno dei miei guilty pleasures, progettare è il nocciolo del mio lavoro, adoro i prodotti che Cecilia (di SayPaper) porta in Italia, le ho scritto, ci siamo trovate… tutto qui.
(dalla descrizione che ho immaginato per il workshop):
L’anno scolastico è agli sgoccioli e, nascosta sotto la fatica accumulata, già nei docenti sta germinando l’attesa per il prossimo settembre. Quante letture di studio attendono soltanto che il tempo lungo dell’estate consenta di dedicarsi ad esse? Quante idee per nuovi progetti hanno già messo le prime, tenere, radici? Insegnare è - o perlomeno dovrebbe essere - una delle professioni più creative e questo implica che i docenti devono essere messi in condizione di fare irrompere la loro originale visione della realtà all’interno di un sistema che spesso sembra soffocare ogni personalizzazione.
Per immaginare, per pensare, per tenere traccia di tutto ciò che a settembre assumerà forma concreta nelle programmazioni di inizio anno, serve - sopra ogni cosa e a dispetto di tutte le forme digitali, più o meno ‘intelligenti’ - un oggetto fatto di carta. Ma che non sia la ‘classica’ agenda del docente, nella quale lo spazio per l’Io e per la storia del singolo docente ha ben poca rilevanza. Servono oggetti modulari, duttili, complessi (perché la realtà che si insegna è ricca) ma, allo stesso tempo, facili da usare. Luoghi nei quali possano prendere forma i mille e più sentieri della conoscenza.
Nel corso del webinar scopriremo come poter trasformare in strumento per docenti alcuni splendidi ‘oggetti da scrivania’, le meravigliose risorse di stationery che non sono originariamente concepite per la scuola. Analizzeremo le categorie che non possono mancare nella creazione di una efficace agenda per progetti didattici; ci confronteremo con le necessità burocratiche delle quali non possiamo dimenticarci ma porremo in evidenza la strategia organizzativa che riesce a trasformare ogni aspetto della professione-’docente’ in un processo originale e creativo.
Dimostreremo come sia possibile impostare l’agenda annuale del docente non soltanto nella scansione delle settimane e dei mesi, ma anche progettando nel dettaglio i percorsi didattici per le classi. Metteremo quindi in evidenza gli obiettivi, gli indicatori da monitorare, le misurazioni intermedie, distinguendo le specifiche attività da svolgere nelle diverse fasi. Per procedere in tal modo, infatti, mal si adattano le tradizionali agende del docente, che seguono la scansione cronologica dell’anno scolastico; gli strumenti che individueremo saranno, invece, più flessibili e più adatti a tenere traccia costantemente, in itinere, del nostro lavoro.
Se pensi che possa interessarti partecipare, puoi iscriverti da questa pagina!
Ecco. Per oggi è davvero tutto. Ti abbraccio e torno a studiare! ♡





